domenica 9 ottobre 2011

C'era una volta

C’era una volta.
Così volevo iniziare la Bibbia, mi sembrava invitante, invece i profeti hanno voluto dargli un tocco più serioso, ci hanno pensato un po’ e alla fine mi hanno proposto “in principio era il Verbo”. Suonava bene, ed erano così entusiasti che li ho lasciati fare, ci ho sempre tenuto a rispettare il libero arbitrio, ma sfortunatamente i problemi sono iniziati proprio da lì. Garantire la libertà è una croce per chiunque, infatti ben presto ho capito che ci sarebbero voluti almeno due o tre millenni solo per iniziare a risolvere i malintesi creati da quell’incipit, e come se non bastasse ogni volta che cercavo di rimediare peggioravo solo le cose.

Il fatto è che parlare direttamente nella mente dei fedeli non ha mai prodotto grandi risultati; la gente prende Dio, la verità, e la salvezza troppo sul serio. E’ così, le persone si esaltano quando sentono la voce di Dio, in ogni epoca in cui ho parlato nella testa di qualcuno ho sempre combinato un disastro, o meglio, il disastro lo combinavano loro, erano convinti di avere sempre ragione, su tutto e tutti, semplicemente perché gli aveva parlato Dio, e per questo credevano di essere infallibili e superiori, anche se non gli avevo detto niente del genere.
Quando invece il gioco mi riusciva bene, cioè quando la persona a cui avevo parlato era davvero illuminata, faceva cose buone, dava il buon esempio e rischiava quasi di cambiare in meglio il mondo, allora in poco tempo qualcuno la accoppava, e io dovevo stare zitto, aspettare che nascesse un’altra persona giusta nelle condizioni giuste e ricominciare da capo. Naturalmente, conoscendo il futuro, sapevo di dover andare avanti così per un bel pezzo, almeno fino alla nascita dei social network, i quali avrebbero portato una nuova soluzione al problema della manifestazione di Dio o epifania, che dir si voglia.

Vedere Dio in un social network non è come vederlo davvero, o sentirselo sussurrare in testa con tutto il coro degli angeli, e questo non è un difetto. Il social network funge da mediatore, spezza la terribile serietà di Dio. Se vedi Dio su Twitter o su Google+, ovviamente ti viene da ridere, sei pervaso da ironia, leggerezza e positività, e questa è cosa buona, perché è esattamente quello che avevo in mente con il mio “c’era una volta” rispetto a “in principio era il Verbo”.
Rilassati, figliolo, è solo Dio che parla, cosa credevi? Non vengo mica a darti degli ordini assoluti, di quelli che se non li esegui finisci dannato per l’eternità, e non vengo nemmeno a chiederti di chiamarmi Signore, di farmi sacrifici, o di convertire tutto il mondo. Sono Dio: pensi sul serio che mi serva qualcosa?
Dio non ha niente di minaccioso o di estremo da comunicare, e sicuramente non gli serve una casta privilegiata con rituali e cerimonie collettive, così come non servono superpoteri o presunti tali, e non servono né punizioni, nè ricompense. Non c’è un sommo bene, non c’è davvero la Retta Via, è solo un modo di dire, uno spunto.
Seguire Dio non è una cosa seria come l’avete immaginata finora, non c’è una verità assoluta per la quale tutto il resto è sbagliato e da condannare, non c’è IL Verbo, la Parola di Dio è solo un esempio, una metafora in grande e in piccolo del Tutto, è come un inizio, è UN Verbo, non è importante, non è definitivo, non è solenne. La Parola di Dio è da prendere come il “c’era una volta”, appunto, cioè come un racconto, una storia in mezzo a tante altre storie, tutte importanti alla stessa maniera, e diverse, grazie a Dio, di una diversità, di una quantità e di una ricchezza tale che potrebbero spaventare, se ci si pensasse troppo, ma state tranquilli, va tutto bene, anche questo è Dio. La grandezza, la verietà, l’inaspettato: Dio è il promemoria sulla parte del mondo che non state considerando, la sorpresa, lo scrupolo nel bel mezzo dell’indifferenza, il pungolo della coscienza, il fastidio, qualcosa a cui ribellarsi, qualcosa da rigettare e scalciare via per iniziare davvero a vivere sulle proprie gambe. Dio è tutto e niente, potete vivere nel suo terrore e conformarvi alle regole che vi hanno tramandato, oppure potete mandarlo alla malora, se vi fa sentire meglio, non ci sono punizioni dirette, Dio non è un volgare tiranno, Dio sa benissimo che il rapporto che gli umani hanno con lui è complesso, unico e del tutto rispettabile in ogni individuo.
Quello che Dio cerca di comunicarvi da sempre è che l’esistenza, con tutte le sue possibilità, può essere un viaggio incredibile e stupefacente, così come può essere un niente, una perdita di tempo, e in ogni caso è nelle vostre mani. Non spetta a Dio decidere per voi, Dio si limita a rendervi possibile la novità, il rinnovamento, il cambiamento di rotta, che non è poco. Non sono molti gli esseri viventi che possono vantare la possibilità di scegliere: se vorrete, in questa vita potrete metterci qualcosa di vostro, potrete pensare di fare qualcosa e passare all’azione secondo la vostra volontà, potrete scegliere di farlo e sentire nelle vostre mani la potenza della responsabilità, alla fine potrete dire “questo è quello che io ho voluto”. Chi altro può?

Fatevi la vostra vita.
Dio non VUOLE niente di particolare da voi, Dio al massimo propone, ispira, stuzzica, infastidisce. Tutto quello che spetta a Dio è garantire sempre la Possibilità, e anche invitarvi a gestire meglio la libertà, a vivere con lo spirito un po’ più sollevato, aperto, con la gioia che merita l’esistenza, perché la vita, con la sua intensità, con le sue difficoltà, con i suoi momenti di esaltazione, con tutta l’infinita roba che c’è, può essere davvero una favola.

7 commenti:

  1. Dio dammi la Grazia! (sai, la cassiera del Carrefour all'angolo...)

    RispondiElimina
  2. Bellissime parole! Dio, sei davvero il più ateo e LIBERALE che ci sia!!

    RispondiElimina
  3. @Roberto
    Aspetta solo te, solo che non lo sa. Faglielo capire.

    @Federico
    Dio ti lovva.

    RispondiElimina
  4. Dal momento che Dio riesce a bloggare suppongo abbia mani per scrivere - o forse no, può darsi che abbia uno di quei programmi fighi a riconoscimento vocale che scrivono per te, comunque dicevo - e se ha mani per scrivere allora vorrei stringergliele. Entrambe. Magari abbracciarlo pure. Perché ce ne vuole per farmi pensare "Ho quasi voglia di tornare cristiana" (pensiero che viene soppresso immediatamente quando mi ricordo che "essere cristiani" vuol comunemente dire "appartenere alla Chiesa.01).
    Dopo essere passata dal credere all'Invisibile Unicorno Rosa al venerare Madoka, la maghetta che si è sacrificata per salvare tutte le maghette del mondo, non pensavo che sarei stata capace di amare un altra divinità.
    Dio, ti lovvo. Grazie.

    RispondiElimina
  5. Grazie a te :)
    E comunque non si tratta solo di cristianesimo o islam o ebraismo o qualunque altro approccio religioso. L'idea di Dio è vecchia quanto l'uomo e c'entra moltissimo con l'uomo. Se oggi c'è voglia di ateismo (comprensibilissima), è solo per colpa della Chiesa 1.0 e simili, mostri di potere interessati solo alla propria conservazione e poco al bene dell'umanità.

    RispondiElimina
  6. Amen Dio!
    Ti ringrazio per avermi dato la possobilità di seguirti.
    Non ti lovvo, ma ti retwitto e followo!
    Valdan

    RispondiElimina

Nonostante per millenni si sia creduto il contrario, Dio è a favore del pensiero indipendente. Esprimilo.