Anche Dio sente il dovere di dire la sua sulla vicenda di Nonciclopedia e Vasco Rossi.
Su “Gli spari sopra” un Vasco Rossi d’altri tempi denunciava il sistema, le ingiustizie, la manipolazione delle informazioni, la macchina del potere, o almeno ci provava, almeno giocava a fare il ribelle, il rocker, l’amico della libertà.
Oggi, invece, i suoi avvocati costringono Nonciclopedia a chiudere, o meglio: dopo denunce, multe, querele e pressioni economiche da parte degli avvocati del Blasco, Nonciclopedia è stata costretta a ritirarsi. Nessuno può OBBLIGARE un sito di satira a chiudere, finchè ci sarà la Costituzione la libertà di espressione sarà sempre garantita, ma se uno ha montagne di soldi può esercitare tutte le pressioni che vuole, e spaventare chiunque con la lunga fila di zeri delle spese legali e delle multe.
Così va il mondo, e così va anche Vasco Rossi, si chiama potere: i tuoi soldi e la tua posizione ti danno la possibilità di fare una cosa, perciò tu la fai, punto. Forse Vasco Rossi, da qualche parte nel suo passato, ha pensato davvero di fare il ribelle, l’alternativo, di diventare icona di un certo tipo di protesta o qualcosa del genere, ma questa vicenda segna la fine di tutto questo.
Dio non sarà un grande esperto di rock e di musica, ma sa riconoscere uno stronzo quando lo vede, e Vasco ormai è questo, un vecchio capitalista arricchito e annoiato che continua a scrivere o a farsi scrivere canzoni, ma senza avere una ragione vera per cantare o dire qualcosa al mondo, e soprattutto pronto ad usare la sua mole economica contro chiunque si permetta di prenderlo in giro. Quel suo “ora state più attenti, perché ogni cosa è scritta” adesso suona come la minaccia di un tiranno: non criticare Vasco Rossi, non fare satira, fai attenzione, Vasco può fartela pagare soltanto mettendo sulla bilancia il suo portafoglio.
Non si tratta di dare giudizi sulla sua arte, ma sulle sue azioni, e questo è un comportamento da despota spregevole, da volgare ammucchiasoldi, da stronzo.
Il comportamento di Vasco nei confronti di Nonciclopedia, inoltre, è un’anticipazione della legge ammazzablogger così come l’ha descritta Gianluca Neri di Macchianera alla Blogfest di sabato scorso: nessuno potrà obbligare i blog a chiudere davvero, non ci sarà mai un’ordine esplicito appoggiato dalla legge italiana che dice “chiudi questo blog”, però chi se lo può permettere potrà intimidire, spaventare, fare pressioni, far pesare il potere economico su quello delle idee.
Tutto questo potrà anche far paura, ma questo umile Dio si permette di rispondere: sticazzi.
Nonciclopedia non finirà, perché la satira, i blog e la libertà della rete non finiranno.
Vasco Rossi invece si, lui sta già finendo, la gente che cantava le sue canzoni oggi c’è rimasta male, e non c’è peggior modo di finire che finire da stronzi.
Addio, Vasco.
E con questo mi converto definitivamente alla TUA religione...
RispondiEliminaElfobruno
In giornata Vasco ha risposto che è "doveroso difendersi dagli insulti". Evidentemente 'tappare la bocca a chi non ha abbastanza soldi per resistere' per lui equivale a 'difendersi'.
RispondiEliminaNon sono mai stata una sua fan e non ho mai avuto nulla contro di lui, ma questa vicenda ci ha dimostrato che droga e denaro danno davvero alla testa. Vasco R.I.P.
RispondiEliminama non era morto?
RispondiEliminaHa la pellaccia dura, quello, e una straordinaria tendenza a fare cazzate, non sempre remunerative.
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